Che cos’é una dipendenza?

La dipendenza è un fenomeno complesso che coinvolge diversi aspetti dell’individuo: neurologici, cognitivi, sociali e culturali per cui è difficile dare una definizione condivisa da tutta la comunità scientifica.

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) definisce la dipendenza come una:

“malattia ad andamento cronico e recidivante che spinge l’individuo, in maniera coatta, ad assumere sostanze a dosi crescenti o costanti per avere temporanei effetti benefici soggettivi, la cui persistenza è indissolubilmente legata alla continua assunzione della sostanza”.

La persona è totalmente assorbita dalla sostanza (droga, alcol) o dal comportamento dipendente (new addiction) tanto da non riuscire a farne a meno e organizza la propria vita intorno ad essa/o fino ad arrivare a trascurare  quasi per intero la sua persona (cibo, riposo, sesso) e altre aree della sua vita (relazionali e lavoro).

In un giocatore patologico si può osservare, per esempio, l' entrata in un loop che ha a che fare con dei processi automatici, in cui spesso la consapevolezza del comportamento è sospesa. Si perde la concezione del tempo, la necessità dei bisogni fisiologici è alterata ed è come se venisse "attirato" dalle slot senza riuscire ad avere il controllo della propria volontà.

La grande offerta di stimolazioni diverse nel mondo delle dipendenze fa si che cada nella rete un numero maggiore di persone.

Fino a qualche decennio fa le dipendenze principali e maggiormente conosciute erano quelle legate all’assunzione di droghe e alcol.

Oggi, più che mai, si osserva l’emergere di “nuove dipendenze” (new addiction) legate ad oggetti o  comportamenti presenti nella vita quotidiana  di tutti e che non hanno a che fare con l’abuso di sostanze, ma che a livello neurobiologico vanno a stimolare gli stessi centri del "piacere" del cervello e la stessa produzione di neurotrasmettitori, come farebbe una sostanza psicotropa.

 Appartengono a questa sfera :

  • la dipendenza da sesso (sex addiction),

  • la dipendenza da internet (internet addiction),

  • la dipendenza dai videogiochi,

  •  la dipendenza dalla pornografia,

  • lo shopping compulsivo,

  • il gioco d’azzardo patologico (gambling) ,

  • il lavoro eccessivo (work addiction),

  • la ricerca continua di esperienze sentimentali e di stati d’innamoramento,

  • la dipendenza affettiva (love addiction).  La dipendenza affettiva è patologia relazionale nella quale l’amore e ciò che ne deriva a livello emotivo diventa l’oggetto di un desiderio morboso o di un’ossessione)

  •  e la co-dipendenza (sofferenza e annullamento di sé, associati alla focalizzazione delle proprie attenzioni sui bisogni di un partner dipendente da sostanze o attività).

 

Trattamento

 

Il trattamento delle dipendenze da sostanza prevede un approccio multiplo, articolato e lungo ed è bene che il soggetto si rivolga ad un Ser.D per avere un supporto farmacologico, psichiatrico e un monitoraggio attraverso esami ematochimici e delle urine per monitorare l’andamento dell'astinenza. Il dipendente, può usufruire della terapia psicologica dai terapeuti del servizio oppure rivolgersi ad uno psicoterapeuta privato ma che prevede, comunque, l’assistenza dei servizi del Ser.D.

 

Per quanto riguarda le dipendenze comportamentali (new addiction) il trattamento può essere solo psicologico e/o farmacologico. In questo secondo caso il dipendente può rivolgersi anche in uno studio privato che collabora in rete con medici e psichiatri per l’eventuale supporto farmacologico.  

 

Il trattamento psicologico proposto integra un lavoro sul passato (terapia EMDR) e sul presente (Terapia Cognitivo-Comportamentale)

 

PASSATO:

Raccogliere la storia di vita del dipendente per comprendere le motivazioni per cui una persona ha sviluppato una forma di dipendenza e, dunque,  lavorare sui suoi vissuti, sulle sue ferite, sulle relazioni (famigliari, sociali, amorose, lavorative e amicali). Inoltre, si andrà a lavorare sulla desensibilizzazione del craving (desiderio improvviso e incontrollato di assumere una sostanza psicoattiva o adottare un comportamento di addiction). La terapia utilizzata in questa fase è il protocollo per le dipendenze dell’EMDR.

 

PRESENTE:

Parallelamente, in un’ottica di prevenzione delle ricadute, si lavora sui sintomi, sulle strategie atte a gestire il craving , le situazioni che potrebbero attivarlo e la gestione delle eventuali ricadute, inevitabili in un percorso di questo tipo. Fondamentale risulta essere il potenziamento o la creazione di nuove risorse al fine di dotare la persona di nuove strategie più funzionali e adattive nella sua vita che sostituiscono la dipendenza.

L’obiettivo a lungo termine non è solo mantenere l’astinenza, ma rendere la persona sobria. E per far questo la persona dovrà aver ri-costruito se stesso attraverso l’adozione di uno stile di vita completamente nuovo e sano a livello ambientale, di abitudini e di relazioni.

La terapia cognitivo-comportamentale, riconosciuta come il trattamento evidence-based per le dipendenze, è quella adottata in questa fase. Infatti, tale approccio considera la dipendenza come un comportamento disfunzionale appreso e mantenuto nel tempo: lo scopo della terapia è la correzione del comportamento di dipendenza e, quindi, l’acquisizione di nuovi comportamenti più funzionali nella vita della persona.

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